Ultimi Progetti:

Proposte per il terremoto


5x1000

Cinque per mille nella denuncia dei redditi: C.F. 91018940360

 

Abbiamo tanto bisogno del vostro aiuto per realizzare i prossimi progetti per l'ospedale


 

Donazioni 2011 all'ospedale di Mirandola:

  • Ecografo con 3 sonde intraoperatorie per il reparto di chirurgia dell'ospedale di Mirandola              [Marzo 2011] 

 

  • Altri 2 letti elettrici (in totale 6) donati al reparto di lungodegenza dell'ospedale, acquistati con le offerte dei calendari 2011

 

  • Donazione al reparto di pneumologia di un DVD Recorder medicale per la registrazione e condivisione in rete delle immagini radiologiche.

 

(a presto le immagini)

 


 

Attività varie:

- elementari

- medie

- superiori

 


 

    Archivio News:

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Sito creato da Francesco Toscani
 

La Nostra Mirandola O.N.L.U.S   

Solidarietà e Cultura

 

Benvenuti nel sito de "La Nostra Mirandola"!

Siamo un gruppo formato per metà da giovani e per metà da adulti che, nella condivisione degli stessi obiettivi, lavorano insieme con dedizione e convinzione, sia per aiutare le persone bisognose a migliorare le loro condizioni di vita e di salute sia per fare conoscere ai mirandolesi e non il nostro territorio che ha dato i natali a Giovanni Pico, affinchè ognuno sia orgoglioso delle proprie radici storiche e culturali.

L'associazione ha come scopo la valorizzazione del territorio mirandolese unitamente alla solidarietà per chi ha bisogno, per chi è meno fortunato di noi, per chi soffre, per chi non ha niente. 

 

 

     Che tempo farà nella Bassa modenese? Dati meteo live dalla stazione di Mirandola - S. Possidonio.   

 

Il Dr. Villa Enzo, chirurgo nell'Ospedale di Mirandola, si sta prodigando tanto per aiutare Mirandola, ha coinvolto i suoi fratelli che hanno consegnato all'Associazione "La Nostra Mirandola"le seguenti offerte che saranno utilizzate per l'acquisto di attrezzature utili al nostro ospedale. Sarà nostra cura informare i donatori su che cosa sarà acquistato.

- Gruppo di BELLUSCO (MB): 35 persone, coordinate dal Sign. Villa Corrado, sono venute appositamente per consegnare 1000 Euro raccolti con il Torneo delle Birrette e 5 scatoloni di giochi, che saranno distribuiti agli asili di Mirandola e frazioni dalla nostra associazione, personalmente da Nicoletta Vecchi, presidente dell'associazione.

- Commercianti di Ornago, hanno mandato, tramite il sign. Mimmo Villa, Euro 500

- Filodrammamtica di Ornago ha mandato, tramite il sign. Mimmo Villa, Euro 500

 

 

 

 

 

Ecco la squadra dei pompieri della regione Lazio che ha rimosso le tre meravigliose cornici della scuola di intaglio di Paolo Bonelli del 1692: da sx in piedi Sandro Baccini, Carmelo Arena e Giancarlo Giovannelli.

Sotto da sx: Franco Droghei, Massimiliano Palombo e Roberto Mugnari

 

Nicoletta Vecchi al lavoro mentre riporta le cornici al loro splendore, dopo le rovinose scosse del sisma del 20 e 29 maggio

 

Paolo Zucchi, Erio Arbizzi e Nicoletta Vecchi che hanno riportato le cornici al loro splendore, dopo le rovinose scosse del sisma del 20 e 29 maggio

 

 

Ecco la squadra dei pompieri della regione Lazio che ha rimosso le tre meravigliose cornici della scuola di intaglio di Paolo Bonelli del 1692

 

La SOCIETA’ PSICOANALITICA ITALIANA

COMPONENTE DELLA INTERNATIONAL PSYCHOANALYTICAL ASSOCIATIO

 

HA SCELTO "LA NOSTRA MIRANDOLA" ONLUS - SOLIDARIETA' E CULTURA-PER DEVOLVERE LE OFFERTE A FAVORE DI MIRANDOLA, DEVASTATA DAL TERREMOTO

 

SOCIETA’ PSICOANALITICA ITALIANA

COMPONENTE DELLA INTERNATIONAL PSYCHOANALYTICAL ASSOCIATION

00198 ROMA - VIA PANAMA, 48 – Tel. O6 854.67.16 – Fax: 06 85.86.53.36 –  e-mail: int@spiweb.it

20122 MILANO - VIA CORRIDONI, 38 – Tel. 02 54.10.85.37 –  Fax: 02 54.11.73.05 - e-mail: spi@spiweb.it

 

Il Segretario – Romolo Petrini

 

 

 

 

 Care/i Colleghi,

 

per rispondere alla  intenzione di molti Soci, più volte manifestata anche nella Mailing List, di poter dare un contributo tangibile alla ricostruzione delle zone terremotate dell'Emilia, l'Esecutivo ha dato mandato a Marco Longo, Coordinatore degli interventi della SPI in situazioni di crisi, di compiere un sopralluogo a Mirandola, oltre che per coordinare un primo intervento, in collaborazione con il CPB, anche per rintracciare un Ente o una Associazione  riconosciuti e  impegnati nella ricostruzione.

 

E' stata individuata l'Associazione "La Nostra Mirandola - Solidarietà e Cultura".

 

Questa  affianca da anni il Comune di Mirandola in moltissime attività sociali e culturali (si veda il sito www.lanostramirandola.it), tra cui:

 

- raccolta fondi per donazioni all'ospedale, 

- attività educative e formative per le scuole, 

- sostegno all'artigianato locale e all'apprendistato, 

- attività editoriali legate alla cultura locale

- raccolta fondi per la ricostruzione dei monumenti ed edifici storici 

 

 

Per le donazioni, quanti vorranno potranno usufruire dei seguenti riferimenti :

 

C/C N° 20000

Intestato a: La Nostra Mirandola Onlus Solidarietà e cultura

Cassa di Risparmio di Mirandola, Divisione Cassa di Firenze, filiale di Mirandola

IBAN: IT18Q0616066850000020000C00

 

indicando nome, cognome indirizzo e la causale "Socio SPI per ricostruzione dopo terremoto"

 

verrà spedita ricevuta fiscale, che potrà essere detratta dalla denuncia dei redditi

 

 

Vi invio cordiali saluti

Romolo Petrini

 

 

 

LA DIFFICILE RICOSTRUZIONE MATERIALE E MORALE DOPO IL TERREMOTO

"Noi non dipenderemo dal terremoto, la catastrofe non piegherà la gente di Mirandola e dei territori limitrofi perchè la popolazione ha nel proprio animo i valori che contano e che ci sosterranno nella rinascita dopo questa immane tragedia."

 

Carissimi, mi rivolgo a tutte le persone che sono sensibili al dramma che stiamo vivendo a Mirandola.

 

Sono Nicoletta Vecchi Arbizzi, presidente della  onlus "La Nostra Mirandola"-Solidarietà e cultura- che dal 2001 ha sempre aiutato Mirandola sia nel campo sanitario che culturale *

La nostra città, che era bellissima, ora è in ginocchio, non ci è rimasto quasi niente e perdere le radici significa privare noi e le giovani generazioni del futuro.

 

·        Temiamo di rimanere senza un autentico tessuto produttivo (anche perché il primo vero bilancio si farà in autunno).

·        Siamo rimasti senza il nostro patrimonio artistico-culturale-storico perché tutti i monumenti sono crollati.

·        Siamo senza ospedale, i servizi sanitari sono ridotti e la fatica e la paura delle persone aumentano.

·        Siamo disorientati e la viabilità ci fa sentire ancora più isolati.

·        Abbiamo bisogno, e velocemente, dello snellimento di tutte le procedure burocratiche che allungano all’infinito la ricostruzione, che di per sé sarà costosissima, lunga e molto complicata. Va ricordato che l’area colpita dal sisma produce oltre l’1,5% del Pil italiano.

·        Questo terribile terremoto può e deve essere occasione di cambiamento e modernizzazione per la nostra terra e il Paese.

·        Contiamo sull’impegno del Presidente della Regione e Commissario straordinario Vasco Errani.  Un impegno determinato e appassionato emerge dalle sue parole, che però devono tramutarsi in fatti.

·        Noi tutti contiamo sull’impegno della gente che ci conosce e sa che non ci piangiamo addosso e di tutti coloro che vorranno fidarsi di noi. La nostra carta d’identità sono le cose realizzate finora. Siamo già operativi dove è possibile con il nostro contributo di idee e azioni concrete.

 

Abbiamo bisogno dell’aiuto di tutti. Ogni goccia riempirà il mare della nostra rinascita, che ci auguriamo cominci nel più breve tempo possibile.

Un grazie sentito per tutto quello che riuscirete a fare per Mirandola e i suoi cittadini.

                           

per l’associazione “La Nostra Mirandola” -Solidarietà e Cultura-

                                                               Nicoletta Vecchi Arbizzi

 

Il nostro c/c è il seguente: Iban :CASSA DI RISPARMIO DI FIRENZE, sede di Mirandola :

IT18 Q 06160 66850 0000 20000C00 Intestato a: La Nostra Mirandola Onlus Solidarietà e cultura, indicando nome, cognome indirizzo e la causale relativa al restauro dopo terremoto. La ricevuta fiscale che vi verrà spedita, può essere detratta dalla denuncia dei redditi.

 

 

L'associazione Onlus "La Nostra Mirandola", che ha come motto le parole "solidarietà e cultura", desidera rendere noto ai nuovi possibili donatori e a tutte le  persone che da anni hanno sempre creduto e aiutato la realizzazione delle attività sotto elencate,  il riepilogo degli obiettivi portati a termine  dal 2001 a tutt'oggi, per mantenere, in chi già ci conosce,  e infondere nelle persone che non ci conoscono la fiducia e la stima, che sono indispensabili per continuare le attività di volontariato. 

Solidarietà :

  Donazioni al nostro Ospedale

 - 2 Tac Philips alla U.O.C.di radiologia dell’Ospedale di Mirandola (2001 e 2009)

 - Citofluorimetro per la lotta ai tumori donato al laboratorio di biologia cellulare e terapie 

    oncologiche avanzate, Dipartimento integrato di Oncologia-Ematologia, Università di Modena (2002)

- Sollevatore -deambulatore donato al reparto di Lungodegenza dell’ospedale di Mirandola (2008)

- Videobroncoscopio all’U.O.C. di Pneumologia dell’Ospedale di Mirandola (gennaio 2009)

- Attrezzature varie per pronto soccorso  (febbraio 2009)

- Due letti  automatizzati al Reparto di Lungodegenza dell’Ospedale di Mirandola (aprile 2009)

- Tac Toshiba di ultimissima generazione al U.O.C di Radiologia Ospedale di Mirandola(giugno 2009)

- Due attrezzature Fisiotek per la movimentazione di anca e ginocchio alle U.O.C. di Ortopedia e

   Fisiatria dell’Ospedale di Mirandola (gennaio 2010)

- Un microscopio all’U.O.C. di Citopatologia per la prevenzione e  diagnosi del tumore all’utero, siamo stati i primi  in Italia a possedere questa attrezzatura americana all’avanguardia(marzo  2010).

- Due letti automatizzati al Reparto di Lungodegenza Ospedale di Mirandola (Nov.2010)

- Un ecografo con tre sonde intraoperatorie per la indagine su eventuali cellule tumorali per l’U.O.C. di chirurgia dell’Ospedale di Mirandola(Gen.2011)

- Un dvd Recorder per la messa in rete delle immagini pneumologiche per l’U.O.C di Pneumologoa dell’Ospedale di Mirandola , punto di eccellenza per tutta l’area Nord compreso Carpi e relativo territorio carpigiano (Gen. 2011)

- Un IPad alla Casa Protetta per facilitare i progetti di sviluppo cognitivo per gli anziani(Agosto.2011)

- Collaborazione per la creazione presso la Casa Protetta di Mirandola di un innovativo  percorso multisensoriale con vasca Snoezelen per gli ammalati di Alzheimer dell’Area Nord. (novembre 2011)

- Un contratto per un medico dell’Unità Operativa  Complessa di Pneumologia, reparto di eccellenza  e di riferimento a livello provinciale per  tutta l’Area Nord.(settembre 2011)

- Altri due letti automatizzati per la lungodegenza con le offerte dei calendari 2012( Gennaio 2012) (Totale letti donati 8)

- Tre pompe ad infusione per il reparto della medicina dell’Ospedale di  Mirandola ( Gennaio 2012)

Donazioni ai paesi in via di sviluppo

- Paraguay, Tac dismessa dall’Ospedale di Mirandola, perché sostituita da una tac donata da 495 donatori nel 2001. spedita ad Asuncion presso l’Ospedale del Cancer, L’attrezzatura era obsoleta per gli standard europei, ma perfettamente funzionante ed è stata la prima Tac pubblica di tutto il paese.. E’ tuttora funzionante (2002)

- Paraguay, Tac spedita all’Ospedale di Asuncion, donata a noi dall’Ecomedica di Empoli (2003)

- Paraguay, spedita una ambulanza dismessa dal nostro Ospedale, poi rimessa a nuovo, ora è ancora  funzionante (2003)

- Paraguay , costruzione di una casa albergo per ospitare i genitori e i bambini che, ammalati di leucemia, a causa dell’inquinamento elettrico di potentissimi generatori che producono energia, dovendo sostenere più cicli di chemioterapia e abitando molto spesso distanti dall’Ospedale, rimanevano all’addiaccio. Oltre alla parte muraria  abbiamo procurato gli arredi e tutti i sanitari.(2004)

- Congo, città di Kananga, ristrutturato il dispensario- ospedale della città (2005)

- Bosnia , speditaTac e arredi per stanze di degenza, donati dall’Asl di Modena e  ancora perfettamente funzionanti (2005)

- Paraguay, nella missione di padre Aldo, spediti due sollevatori per disabili e apparecchiatura radiografica per uso dentistico (2008)

- Uganda, Tac spedita  presso il Nsambya Hospital di Kampala, è tuttora la Tac più sofisticata del paese, donata all’associazione dall’Ospedale Sant’Orsola Malpigli di Bologna e (2008)

- Nicaragua, Tac spedita all’ospedale di Chinandega (è quella da noi donata all’Ospedale nel 2001), e sostituita da una nuova Tac donata da 100 donatori (2011), in Nicaragua sta  procedendo anche il  il progetto Dialisi, Scuola materna, Mensa e Visite mediche

- Romania, spedite attrezzature da cucina, dismesse dall’Ospedale di Carpi, nell’Ospedale di Zimnicea e in  una casa di riposo di Cervenia, entrambi in  Romania (2012)

 

Cultura: 

Attività rivolta alla  salvaguardia del patrimonio artistico e diffusione della conoscenza delle radici storiche e culturali del nostro territorio, che ha dato i natali al grande filosofo Giovanni Pico, in collaborazione con il nostro Comune:

A) Dal 2001 abbiamo aperto al pubblico un monumento insigne in stile gesuitico-barocco, la Chiesa del Gesù, un monumento che era chiuso da anni

B) Riordino dei paramenti sacri, finente ricamati, custoditi nella Chiesa di san Francesco (2010)

C) Ricostruzione in scala dei monumenti di Mirandola: Chiesa di San Francesco ( 1287/1400), Municipio (1468), Duomo(1440), Chiesa del Gesù (1621-1689) e Barchessone Vecchio, tipica costruzione rurale delle nostre valli, per il ricovero dei cavalli (1824)

D) Dal 2002 abbiamo ripristinato, a livello amatoriale,  la scuola di intaglio ligneo che è già alla sua decima edizione. Con essa abbiamo provveduto a completare periodicamente la manutenzione conservativa degli arredi lignei

E) Restaurato,  il pavimento della  chiesa del Gesù di Mirandola, una delle chiese della famiglia Pico, ricca di ancone lignee di rara bellezza (2006)

F) Collocazione di 8 tabelloni esplicativi posti all’altezza degli antichi bastioni.  Grazie alla sua cinta muraria, Mirandola fu un esempio, a livello europeo, di  città invincibile e per questa particolarità può esibire lo scaglione (simbolo vessillologico a forma di triangolo rovesciato) sul proprio gonfalone che significa invincibilità. (2006)

G) Ristampa dopo 75 anni dalla prima edizione del vocabolario Mirandolese-Italiano (2007)

H) Promossa la stampa della pubblicazione“Toponomastica storica  di Mirandola”(2008)

I)  Costruzione di un marciapiede nel retro della chiesa del Gesù per evitare lo scolo delle acque piovane nelle fondamenta, (2008)

J) Installazione dell’impianto allontanamento volatili sul tetto della chiesa(2008)

K) Verniciatura della porta della Chiesa e della porta del Collegio dei Gesuiti (2008)

L) Pubblicazione, in coedizione, del libro,che fa conoscere  dopo tre secoli, l’inedita “Cronaca di Giovan Francesco Piccinini, chirurgo alla  Corte di Alessandro II Pico”.

M) Collocazione di 60 targhe didascaliche –descrittive sugli edifici storici della città e del comprensorio comunale (2007)

N) Provveduto periodicamente alla manutenzione e pulizia degli arredi lignei interni della chiesa del Gesù, esempi mirabili e unici nel loro genere della scuola di intaglio ligneo fiorente a Mirandola nel 1600

O) Provveduto periodicamente alla manutenzione del sagrato della Chiesa del Gesù

P) Progetto di “Riscoperta del territorio di Mirandola e dintorni”con le classi delle scuole elementari, medie e superiori

Q) Progetto “Legno   Amico”- dalla Teoria alla Pratica- è un  progetto rivolto alle classi quarte e quinte della scuola primaria, con l’obiettivo, mediante la manualità,  di aumentare il livello personale di soddisfazione e autostima, di favorire il miglioramento della partecipazione dei bambini alle attività teoriche   curriculari e  il grado di collaborazione e integrazione tra gli stessi bambini, ( vedi i principi della scuola  steineriana)

R) Visite della città e del territorio:

S) Per diffondere la conoscenza  della storia di Mirandola e di Giovanni Pico, uno dei più grandi filosofi del Rinascimento,  con un gruppo di giovani ragazzi, seri e motivati,  che amano la storia locale, dall’8 dicembre 2001 abbiamo aperto al pubblico la monumentale Chiesa del Gesù, ricca di ancone lignee finemente intagliate e di rara bellezza e abbiamo portato in visita le persone per fare loro conoscere la nostra storia, in primis facevamo vedere la chiesa di San Francesco,  Pantheon della famiglia Pico,  contiene infatti quattro sarcofagi della famiglia,  uno in particolare rappresenta un  mirabile esempio di scultura  gotica veneziana in Emilia Romagna, del famoso scultore Paolo da Jacomello delle Masegne (1399).

T) Ogni seconda domenica del mese, in concomitanza con il  mercatino dell’antiquariato, proponevamo sempre  una visita del territorio, ogni mese diversa, e ogni domenica dell’anno la visita di Mirandola medievale, rinascimentale e barocca, comprendeva  sempre la Chiesa di San Francesco, Pantheon della famiglia Pico, il Castello dei Pico, la chiesa del Gesù e il Museo Civico,

U) I visitatori a tutt’oggi sono 54.153.

 

Proposte di aiuto per la ricostruzione di parte del nostro patrimonio artistico andato perduto:

CHIESA DI SAN FRANCESCO PRIMA E DOPO IL TERREMOTO

 

CHIESA DEL GESU' PRIMA E DOPO IL TERREMOTO

STORIA  DI  MIRANDOLA  IN  BREVE

 

Dopo gli insediamenti etruschi, celtici e romani, bisogna attendere i secoli XI e XII, quando il territorio figura organizzato attorno alla corte e alla pieve di Quarantoli, per parlare di un vero e proprio distretto pubblico autonomo di Mirandola.

Possesso dei Canossa, il territorio in questione, che ere stato ottenuto in enfiteusi dal monastero di Nonantola, nel 1115 fu affidato dalla contessa Matilde al suo vassallo Ugo, figlio di quel Manfredo che viene considerato il capostipite del gruppo parentale detto appunto “dei figli di Manfredo”.

I membri di tale ampio consorzio famigliare sono i Pio, i Pico, i Papazzoni, i Pedoca, i Padella e i Del Fante.

I Pico, prima di stabilirsi definitivamente a Mirandola, dove avevano la massima concentrazione dei loro patrimoni fondiari, cercano fortuna esercitando la carica di podestà a Reggio Emilia e a Modena.

Agli inizi del ‘300 Francesco Pico è podestà di Modena ; in questo modo egli acquisisce potere e nel 1311 l’imperatore Enrico VII di Lussemburgo gli assegna in feudo le corti di Quarantoli e San Possidonio.

Nello stesso periodo Mirandola si presenta con un castello già ben fortificato, da cui il nome che significa “piccola postazione di vedetta”. Data la sua posizione al confine tra la corte di Quarantoli e quella di San Possidonio, diventa ben presto la residenza della famiglia signorile ed il capoluogo del territorio.

Nel 1353 Paolo Pico ottiene dal vescovo di Reggio il feudo di San Martino Spino, mentre, l’anno successivo, Carlo IV di Boemia stacca il territorio dei Pico dalla sottomissione a Reggio e lo dichiara soggetto all’Impero; nel 1386 tutte le leggi e le consuetudini vengono raccolte in corpo unitario, i cosiddetti Statuti.

Nel corso del ‘400, poi, si assiste ad un forte sviluppo urbanistico e monumentale dell’antico borgo.

Già verso la fine del secolo precedente, per interessamento di Costanza Pico viene eretta la nuova chiesa di San Francesco, in sostituzione di quella molto più piccola della fine del ‘200.

Nel 1432 si ha la fondazione dell’ospedale Santa Maria Bianca ad opera della Confraternita della Misericordia, detta anche dei Battuti.

Tra il 1440 ed il 1470 si costruisce il Duomo; nel 1468 inizia la costruzione del Palazzo Comunale detto “le logge dei Pico”, attuale sede delle istituzioni cittadine; nel 1485 viene istituito il Desco dei poveri, pasto caldo elargito ogni giorno dai frati francescani sotto il portico (abbattuto nel 1927) della chiesa di San Francesco a mendicanti, poveri e pellegrini, e nel 1495 ad opera dello stesso ordine viene creato il Monte di Pietà, tra i primi in Italia, istituzione che garantiva il prestito di denaro contro il deposito di pegni materiali.

In quel tempo Mirandola era fiorente, in particolare in due settori dell’allevamento : da un lato la produzione di lana e dall’altro la selezione di cavalli di razza, venduti, per il loro riconosciuto pregio, a prezzi assai elevati in tutto il territorio.

Accanto alla sviluppo economico, urbanistico e monumentale si evidenzia l’ascesa politica della famiglia, infatti nel 1432 Giovanni Francesco I Pico, padre del celeberrimo filosofo umanista, ottiene dall’imperatore Sigismondo di Lussemburgo il titolo di Conte di Concordia.

Fra la fine del ‘400 e i primi anni del ‘500, a seguito di  alcuni diplomi imperiali,  avviene la successione per maggiorasco, cioè al primo figlio maschio, e di conseguenza tra i rami della famiglia si ebbero molti contrasti e litigi; questo portò ai due grandi assedi che Mirandola dovette subire : il primo nell’inverno tra il 1510 ed il 1511 da Papa Giulio II della Rovere e un secondo tra il luglio 1551 e il maggio 1552 dalle truppe di Papa Giulio III.

In questa fase Mirandola, contrariamente a quanto accaduto in passato, era buona alleata della Francia, le cui truppe avevano combattuto per la sua liberazione durante i due assedi.

E’ in questo momento storico che avviene la trasformazione dell’antico abitato a pianta quadrangolare, detto oppidum, nella città-fortezza di forma stellare.

L’antica fortezza dei Pico si va trasformando via via in una reggia che ospita gli appartamenti del principe, le sale di rappresentanza, le quadrerie, gli appartamenti dei soldati, ecc…, tutto questo all’interno di possenti mura e del grande fossato alimentato dal canale della Smirra, che prelevava l’acqua dal fiume Secchia, a pochi chilometri.

Nel 1597 Mirandola ritorna all’obbedienza imperiale, riceve il titolo di Città e i Pico sono nominati Principi della Mirandola e Marchesi della Concordia.

Nel 1617, poi, Alessandro I ottiene il titolo di Duca, raggiungendo, così, il massimo livello delle cariche giurisdizionali.

La chiesa del Gesù, costruita tra il 1621 ed il 1689, rappresenta una celebrazione di questo nuovo status raggiunto.

Nel corso di questo periodo accanto all’agricoltura e all’allevamento si sviluppa l’arte della seta.

Le numerose guerre finora combattute incisero sulla vita della Signoria, che conobbe disagi economici, distruzioni, carestie e pestilenze, tra cui quella del 1630, quando il territorio venne occupato dalle truppe imperiali guidate da Collalto che la diffusero.

Si arriva così al 1708, quando il Duca Francesco Maria, accusato di tradimento per essere stato costretto a consegnare Mirandola ai Francesi, viene privato del ducato, incamerato dall’Imperatore Carlo VI di Asburgo, essendo  feudo imperiale.

Il 15 luglio 1710 il ducato è messo all’asta, nonostante le suppliche dei mirandolese, e viene ceduto al duca di Modena Rinaldo D’Este per la somma di 175.000 doppie d’oro.

Con l’avvento degli Estensi comincia l’ormai inarrestabile decadenza del ducato.

Nel 1714 si ha lo scoppio del torrione del castello costruito nel 1499 da Giovanfrancesco II in solo anno, il cui crollo causò la dispersione dell’archivio pichiano, che in esso era conservato.

La decadenza fu determinata anche da altri fattori tra i quali il degrado dei palazzi e delle mura, il perdurare delle guerre di successione e le diatribe tra le antiche famiglie che rappresentavano il ceto dirigente dello stato pichense.

Un ulteriore indebolimento si ebbe quando gli Estensi ottennero l’istituzione della Diocesi di Carpi (1779), cui Mirandola venne aggregata nel 1821.

Nel 1860 Mirandola viene eretta a Comune della provincia di Modena con sede di sottoprefettura.

Nel corso dell’800 il territorio è ancora caratterizzato in senso agricolo, ma contemporaneamente inizia la emigrazione di molti mirandolese verso Brasile, Argentina e U.S.A..

Per rispondere alle proteste delle classi lavoratrici, l’amministrazione comunale dell’epoca decise di dare lavoro agli stessi attraverso la demolizione delle antiche mura cittadine, che si protrasse dal 1878 al 1896 e determinò la totale scomparsa della peculiare cinta muraria per cui Mirandola era famosa.

Fu creata, tra il 1860 e il 1863, la Cassa di Risparmio di Mirandola e la Banca Popolare nel 1887; nel 1877, invece, usciva il primo numero dell’Indicatore Mirandolese, periodico mensile della città, stampato ancora oggi.

Dopo il 1860 a Mirandola sorgono le nuove scuole infantili, elementari, tecniche; nello stesso periodo nasce anche la biblioteca comunale e nel 1923 il Liceo Ginnasio G.Pico.

Nel 1883 viene inaugurata la linea ferroviaria Mirandola-Modena-Sassuolo, poi con l’aggiunta di Cavezzo, Villafranca, San Felice e Finale Emilia.

Nel 1902 viene inaugurata la stazione ferroviaria di Cividale e nel 1905 il Teatro Nuovo sulla piazza principale e le nuove scuole elementari; nel 1908 sono inaugurati i padiglioni del nuovo ospedale nella zona ovest della città.

La cresita più recente dell’economia mirandolese è legata alla nascita di stabilimenti nel settore biomedicale (rene artificiale, emodialisi,..), la cui concentrazione ha fatto di Mirandola uno dei distretti più rappresentativi d’Italia nel settore.

Gli ultimi decenni hanno visto il restauro di numerosi monumenti e quindi, a buona ragione, nel 1996, Mirandola ha potuto richiedere e riottenere, dall’allora Capo di Stato Oscar Luigi Scalfaro, il titolo di città, ottenuto per la prima volta nel lontano 1597.

A BRIEF HISTORY OF MIRANDOLA

 

After the Etruscan, Celtic and Roman settlements, we have to wait until the XI and XII centuries, when the territory was organised around the court and the parish church of Quarantoli, to speak of a real autonomous public district of Mirandola.

Controlled by the Canossa, the territory in question was obtained in enfiteusi (a form of lease) from the monastery of Nonantola, and in 1115 it was entrusted by Countess Matilde to her vassal Ugo, son of Manfredo, who was the ancestor of the family known as “dei figli di Manfredo”.

Members of this large family are the Pio, the Pico, the Papazzoni, the Pedoca, the Padella and the Del Fante families.

Before settling permanently in Mirandola, where they had the greatest concentration of assets, the Pico sought their fortune taking up the duty of ‘podestà’ (a far more powerful equivalent of a British Mayor) in Reggio Emilia and Modena.

At the beginning of the XIV century, Francesco Pico was podestà of Modena, gaining enough power to be assigned the feudal courts of Quarantoli and San Possidonio in 1311 by Emperor Henry the VII of Luxembourg.

In this period Mirandola already had a well fortified castle, and the name of the city actually comes from the Latin for “small observation point”. Given its position between the borders of the courts of Quarantoli and San Possidonio, Mirandola soon became the residence of the noble family and the principle city of the territory.

In 1353 Paolo Pico received the feud of San Martino Spino from the bishop of Reggio, while the year after, Charles IV of Boemia removed the Pico’s territory from the control of Reggio and declared it a part of the Empire; in 1386 all the laws and customs were collected into a single body, the so-called ‘Statuti’.

During the XV century there was great urban development within the city. At the end of the previous century, Costanza Pico had ordered the building of the new church of San Francesco, to replace the much smaller one which had been in place since the end of the XIII crentury.

In 1432, the hospital of Santa Maria Bianca was built by the Confraternity of Mercy, also known as the” Battuti”.

The cathedral was built between 1440 and 1470; in 1468  began the building of  the Town Hall, known as the “logge dei Pico”.  Now the Town Hall houses the offices of citizens’ institutions. In 1485 the ‘Desco dei poveri’ began, which was a hot meal provided for free by Franciscan monks under the porch (demolished in 1927) of the church of San Francesco to the homeless, poor, and pilgrims, and in 1495 the Monte di Pietà (pawnshop) was built, among the first in Italy. This institutions permitted to get a loan in money against the deposit of material pawns.

Mirandola flourished during this time, in particular the two sectors of animal farming: on one side, the production of wool and on the other the selection of racehorses, which were sold at a very high price throughout the region due to their high quality.

Alongside the economic, urban and monumental development, there was also the political ascent of the family; in 1432 Giovanni Francesco I Pico, father of the very celebrated humanist and philosopher Giovanni Pico, obtained the title of Count of Concordia from Emperor Sigismondo of Luxembourg.

Between the end of the XV century and the very early XVI century, following several imperial titles, the first male son succeeded his father, and in consequence there were many arguments and disagreements between the branches of the family; this led to the two great sieges suffered by Mirandola: the first in winter between 1510 and 1511 by Pope Giulio II from Rovere, and the second between July 1551 and May 1552 by the troops of Pope Giulio III.

During this phase, Mirandola was, unlike in the previous periods, allied with the French, whose troops fought for the city’s liberation during the two sieges.

XVI century was also the historic moment when the city was transformed from an ancient quadrangular building plan, called an “oppidum”, into a star-shaped city-fortress.

The ancient Pico fortress was slowly transformed into a palace which contained the prince’s apartments, meeting rooms, painting galleries, the soldiers’ apartments, etc. All this was inside powerful walls surrounded by a large moat, which was fed by the Smirra canal with water from the river Secchia, just a few kilometres away.

In 1596 Mirandola returned under the imperial rule, receiving the title of Città (city) and the Picos were named the Princes of Mirandola and Marquises of Concordia.

In 1617 Alessandro I was given the title of Duke, thus reaching the highest level of local jurisdiction. The Church of Jesus, built between 1621 and 1689, represents a celebration of this newly received status. During this period the art of silk making obtained from silkworm flourished along with agriculture and animal raising.

The numerous wars fought until now had a strong influence on the life of the noble families, who experienced economic difficulties, destruction of buildings, famine and pestilence, among which the one of 1630, when the territory was occupied by imperial troops, led by Collalto. They were responsable for the  spreading of  the plague.

We now arrive in 1708, when Duke Francesco Maria, accused of betrayal having being forced suirrender  Mirandola to the French, lost his ducal feud (which was an imperial feud) to Emperor Charles VI of Hapsburg .

On the 15th July 1710 the feud was put up to auction, despite the pleading of the Mirandolesi, and was ceded to Duke Rinaldo D’Este of Modena for the sum of 175.000 golden doppie (value of 2 scudi).

The rise of the Estense family caused the by now unavoidable decline